L'ODIO SOCIAL E IL PESO DEI SUOI GRAVI EFFETTI
Convegno a Lonato del Garda (BS)
Il 4 luglio 2025, presso la Sala della Musica della Biblioteca di Lonato del Garda, si è svolto l’incontro pubblico “L’odio social ed il peso dei suoi gravi effetti”, promosso e organizzato dall’Avv. Gianfranco Tripodi, avvocato del Foro di Brescia, da sempre impegnato nella tutela della persona e dei suoi diritti.
L’evento, aperto alla cittadinanza, ha visto la partecipazione di esperti in ambito legale, investigativo e psicologico, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della diffamazione a mezzo social network e sulle sue gravi conseguenze, tanto sul piano giuridico quanto su quello personale e sociale.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Lonato del Garda, Dott. Roberto Tardani, e del Comandante della Stazione Carabinieri di Lonato del Garda, Antonio Mittica, si sono susseguiti gli interventi dei relatori tra i quali anche quello del CEO di AIRO Investigazioni, Istituto con sedi operative in Franciacorta e a Lonato del Garda, illustrando l’importanza delle indagini private nei casi di diffamazione online.
Diffamazione e social network: un fenomeno in crescita
La diffamazione, regolata dall’art. 595 del codice penale, assume contorni particolarmente gravi quando avviene tramite social network. Post, commenti, recensioni o video possono ferire la reputazione di individui o aziende, lasciando tracce difficili da rimuovere. In molti casi, chi subisce questi attacchi ha difficoltà a tutelarsi, ignorando che esiste un percorso strutturato e legale per farlo.
L’indagine privata: cosa fa davvero un investigatore oggi
Nel suo intervento, il CEO di AIRO ha spiegato il ruolo dell’investigatore privato moderno, una figura altamente qualificata e regolamentata, che opera non solo in ambito civile (famiglia, lavoro, frodi assicurative), ma anche nell’ambito penale con incarico da parte dell’avvocato difensore, in base all’art. 327-bis del c.p.p.
Nel caso della diffamazione a mezzo social, l’indagine richiede professionalità e strumenti avanzati. Non basta infatti uno screenshot per documentare un reato.
La cristallizzazione della prova digitale: una necessità legale
Uno dei passaggi più importanti per agire legalmente è la cristallizzazione della prova digitale.
Questo processo consiste nel raccogliere e certificare i contenuti diffamatori (post, commenti, pagine web) in modo forense, cioè incontestabile in sede giudiziaria. Si utilizzano strumenti certificati che rispettano la Convenzione di Budapest (ratificata in Italia con Legge 48/2008), garantendo l’autenticità del contenuto acquisito.
Dall’analisi al colpevole: l’individuazione dell’autore
Una volta acquisita la prova, l’indagine si concentra sull’identificazione del soggetto, autore della diffamazione. Questo passaggio, spesso complesso, sfrutta tecniche di OSINT (Open Source Intelligence) per rintracciare profili anonimi, indirizzi email, numeri di telefono o attività sospette legate a un account.
I dati raccolti dall’esperienza di AIRO mostrano che la maggior parte degli autori sono uomini tra i 40 e i 65 anni, con prevalenza nel nord Italia.
Conclusione: parole che lasciano segni
I social network ci hanno dato la possibilità di esprimerci liberamente, ma non ci hanno sollevati dalla responsabilità delle parole. Quando l’insulto si trasforma in un danno alla reputazione, esistono strumenti concreti e legittimi per difendersi. Le indagini private digitali sono oggi una risorsa fondamentale per farlo, soprattutto se condotte da professionisti autorizzati e aggiornati.
